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Luigi Tenco : quando la musica incontra la poesia

A cura di Marco Cingottini

Nella notte tra il 26 e il 27 gennaio 1967, sono passati 50 anni da allora, moriva in circostanze tragiche Luigi Tenco, uno dei maggiori rappresentanti della musica d’autore italiana di quegli anni. Il suo corpo senza vita venne ritrovato nella stanza 219 dell’Hotel Savoy di Sanremo, l’artista stava partecipando al celeberrimo festival della città ligure, con un colpo di pistola alla tempia e un biglietto d’addio, che sembrerebbe giustificare l’ipotesi di suicidio a cui giunse l’indagine investigativa. Personalmente ho qualche dubbio su questa conclusione, ma qui preferisco parlare del musicista e poeta Luigi Tenco.

http://www.donnamoderna.com/news/people-news/luigi-tenco-dalida
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Tenco appartiene alla famosa scuola cantautorale genovese che comprendeva gente del calibro di Umberto Bindi, Gino Paoli, Bruno Lauzi e un giovane Fabrizio De Andre’, e già dai suoi esordi si evince la sua forte espressione poetica: uno dei suoi primi pezzi è la bellissima “Mi sono innamorato di te”:

Mi sono innamorato di te
perché
non avevo niente da fare
il giorno
volevo qualcuno da incontrare
la notte
volevo qualcosa da sognare

Il brano inciso nel 1962, dimostra tutto il potenziale dell’autore, diventando immediatamente un classico della canzone d’autore italiana, non è un caso che io abbia aggiunto l’aggettivo poeta a musicista, le sue liriche sono pure poesie, leggete come in “Lontano lontano” si rivolge ad un suo amore finito

Lontano lontano nel tempo
qualche cosa
negli occhi di un altro
ti farà ripensare ai miei occhi
i miei occhi che t’amavano tanto
E lontano lontano nel mondo
in un sorriso
sulle labbra di un altro
troverai quella mia timidezza
per cui tu
mi prendevi un po’ in giro

C’è una dolcezza incredibile nel modo in cui lui rivolge questi parole alla sua ex ragazza, una speranza che lei non lo scordi mai, e nel finale del testo lo dice apertamente

E lontano lontano nel mondo
una sera sarai con un altro
e ad un tratto
chissà come e perché
ti troverai a parlargli di me
di un amore ormai troppo lontano

http://www.cronaca-nera.it/3894/sanremo-dicono-tenco-ammazzato
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In “Ho capito che ti amo” c’è invece una vera dichiarazione d’amore, il modo con cui la fa è assolutamente magistrale:

Ho capito che ti amo
quando ho visto che bastava
una tua frase
per far sì che una serata
come un’altra
cominciasse per incanto
a illuminarsi

Ho voluto mettere in risalto questi testi per far capire la cifra stilistica di Luigi Tenco, persona tormentata e capace di slanci lirici straordinari. Credo che non ci sia cosa migliore che raccontarlo attraverso le sue intense liriche perché è grazie a loro che è ancora ricordato e rimpianto.

Ma nelle sue canzoni non troviamo solo amore, ma anche riflessioni politiche, come in “E se ci diranno”

E se ci diranno
Che per rifare il mondo
C’è un mucchio di gente
Da mandare a fondo,
Noi che abbiamo troppe volte visto ammazzare
Per poi dire troppo tardi che è stato un errore,
Noi risponderemo, noi risponderemo
No no no no no no no no no

Questo gli attirerà anche qualche critica, ma Tenco percepiva il cambiamento della società, che era in atto in quegli anni, e volle testimoniarlo in maniera forte e chiara, non era un personaggio facile e la sua partecipazione al festival di Sanremo, che si rivelerà tragica, fu sofferta: il brano che presentò  “Ciao amore ciao” e che sarà purtroppo l’ultimo della sua breve ed intensa carriera, fu ripensato e riscritto, in origine parlava di soldati che partecipavano al Risorgimento italiano,  mentre nella stesura finale passò ad essere una canzone d’amore di una persona che emigra verso l’America.

http://www.musicletter.it/?x=entry:entry150508-192045
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Voglio finire la carrellata dei brani che hanno fortemente caratterizzato la sua poetica con uno degli ultimi che ci ha lasciato, e che è forse il più struggente: “Vedrai vedrai” dove chiede umilmente perdono alla persona amata, regalandole un messaggio di speranza, la sua interpretazione è intensa:

Preferirei sapere che piangi
che mi rimproveri di averti delusa
e non vederti sempre così dolce
accettare da me tutto quello che viene
mi fa disperare il pensiero di te
e di me che non so darti di più
vedrai, vedrai
vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà
vedrai, vedrai
no, non son finito sai
non so dirti come e quando
ma un bel giorno cambierà.

Di lui, ci rimangono queste splendide poesie che ancora oggi ci riempiono il cuore, pochi come lui sono stati capaci di raccontarci l’amore, non in modo tradizionale, ma con una poesia raramente riscontrabile nel mondo della musica leggera italiana, e per questo merita di essere ricordato ancora oggi a 50 anni dalla sua tragica morte.

 

Marco Cingottini

 

Marco Cingottini

Sono Marco, ho superato da poco le 50 primavere e sono un appassionato, fin dalla tenerissima età di musica.. Led Zeppelin, Beatles, Queen, Genesis, Smiths, Tool sono solo alcuni dei gruppi che adoro insieme ad artisti come l’immenso Francesco Guccini, De Andrè e Tenco; mi piace esplorare nuove sonorità e quindi conoscere sempre nuovi musicisti..

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