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John Lennon : cuore, musica e parole

Dire che John Lennon abbia segnato la mia adolescenza e buona parte della mia vita è dire poco. E’ davvero poco, perché fortunatamente non ha segnato solo me, ma ha lasciato un segno in milioni e azzarderei miliardi di persone, nel bene o nel male.

 


Dire “John Lennon è stato uno dei Beatles” è come dire “John Lennon è quello lì che ha scritto Imagine” : una cosa ovvia e scontata, oltre che superficiale.
Decifrare la personalità e l’essenza di John non è semplice, né tantomeno comprendere il suo pensiero, la sua vita e il suo genio musicale; una vita sicuramente non semplice, piena di difficoltà sin dall’inizio (basti pensare al divorzio dei genitori alla tenera età di 2 anni e la morte della madre quando lui non aveva nemmeno 18 anni), difficoltà che lo hanno inseguito fino alla fine, fino all’ultimo secondo della sua vita.

E partiamo propriamente dalla fine.
“Beautiful Boy” è uno dei pezzi scritti da lui nel 1980, anno della sua morte. Lennon guardava il figlioletto Sean e scriveva. Scriveva e ripensava alla sua vita, al suo passato, agli errori ma anche alle cose belle che gli erano accadute…

 

 

Close your eyes
Have no fear
The monster’s gone
He’s on the run and your daddy’s here

Beautiful, beautiful, beautiful
Beautiful boy
Beautiful, beautiful, beautiful
Beautiful boy

Before you go to sleep
Say a little prayer
Every day in every way, it’s getting better and better

Beautiful, beautiful, beautiful
Beautiful boy
Beautiful, beautiful, beautiful
Beautiful boy

Out on the ocean sailing away
I can hardly wait
To see you come of age
But I guess we’ll both just have to be patient
‘Cause it’s a long way to go
A hard row to hoe
Yes, it’s a long way to go
But in the meantime

Before you cross the street
Take my hand
Life is what happens to you while you’re busy making other plans

Chiudi i tuoi occhi, piccolo mio, non aver paura, il mostro è andato via, è scappato, e tuo padre e qui.
Non sei solo, non voglio lasciarti come è successo a me : devi vivere bene la tua vita, voglio che tu sia felice, perché tu sei davvero un bambino stupendo.

Ma prima di andare a dormire, dì una piccola preghiera. Ogni giorno, in ogni maniera, andrà sempre meglio. Ti aiuterà a sentirti meno solo, ad affrontare le tue paure con più tranquillità, con più sicurezze.

Navigando su questo oceano, in questo mondo così grande e pieno, difficilmente posso aspettarti per vederti crescere, però credo che entrambi dobbiamo soltanto essere pazienti, perché è una lunga strada da percorrere, una brutta situazione, sì, è una strada molto lunga da percorrere, ma nel frattempo..

Prima di attraversare la strada, prendi la mia mano : la vita è ciò che ti accade mentre sei impegnato in altri progetti.

Collage by Roberto Testa
A collage by Roberto Testa

Forse questa è una delle massime filosofiche più interessanti di Lennon. La sua concezione della vita era molto particolare, per certi versi vicina ad un carpe diem, per altri più vicina ad interpretazioni del destino o affidata completamente al fato, altre volte si nota una certa tendenza all’autoconservazione (naturale nella maggior parte degli uomini); la consapevolezza di dover morire non lo ha comunque mai spaventato : non ne aveva paura, diceva che era una cosa facile quasi come scendere da un’automobile e salire su un’altra. E la morte, che sembrava accogliere tanto serenamente, lo prese alla sprovvista, paradossalmente e ingiustamente. Furono i colpi di pistola di un fanatico, dritti al cuore, in un lampo. Mark Chapman, quell’uomo che la mattina dell’8 dicembre del 1980 era andato da Lennon per chiedergli un autografo, la sera tornò da lui per ucciderlo, così, mentre passeggiava vicino casa a New York.

 

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Però, morendo, ha lasciato a tutti un’immagine piuttosto forte e significativa di sé e del “lavoro” compiuto in vita, sia ai suoi “seguaci” che ai suoi “nemici”. Sì, perché John Lennon non era adorato da tutti, non era apprezzato da molti ed era ritenuto pericoloso e addirittura sovversivo da alcuni.
Era ritenuto pericoloso e quindi osteggiato per un qualcosa che faceva parte della sua natura e lo contraddistingueva da molti altri : era un sognatore. E i sognatori sono quelli che non mollano mai, che credono fino all’ultimo nei propri sogni e che, solitamente dedicano la propria vita alla realizzazione di questi ultimi.
Non era un politico, non aveva obiettivi, ma aveva un cuore e una mente che lo spingevano a seguire il suo più grande progetto, pur senza piani o regole da seguire : la pace nel mondo.

Riprendere la storia interiore della sua vita non è facile, ma possiamo scorgere qualcosa dai testi che scriveva con i Beatles. I primi tempi erano quelli dei Quarrymen, del rock n’ roll e dello skiffle, tempi in cui Lennon si divertiva a suonare nelle feste, nei locali, a caccia di ragazze e di successo. Nel ’62 sposò Cynthia Powell (relazione dalla quale nascerà nel ‘63 il primo figlio Julian), ma per un beatle che stava per prendere in pieno l’onda del successo, mantenere una relazione di questo genere non era facile. E il successo infatti arrivò pochi anni dopo con i Beatles, che già nel ’64 erano conosciuti in tutto il mondo. I testi sono di un amore azzarderei “adolescenziale”, “I love you” è una delle più frequenti espressioni in questo periodo, spesso si trae ispirazione da qualche bella fanciulla e altre volte da esperienze di ogni genere con il gruppo. Insomma, la coscienza lennoniana non è ancora “matura”. Poi il periodo degli acidi e delle sostanze stupefacenti, una sorta di pre-Woodstock, tra la psichedelica e i trip mentali : Lucy in the sky with diamonds, I am the walrus e via dicendo… Poi il viaggio in India nel ‘68 e i primi rapporti con la religione induista, grazie soprattutto alla mediazione di George Harrison e di altri guru. E al ritorno, il divorzio con Cynthia, per diversi motivi, non ultimo l’avvicinamento (già dal 1966) dell’artista a Yoko Ono.

Yoko Ono, la donna più odiata dalla maggior parte dei fan dei Beatles (accusata, spesso anche ingiustamente, di aver fatto sciogliere i Beatles) era una pittrice, una cantante, un’artista : insomma, era un’anima come quella di John, una di quelle che tu vedi e capisci che è la donna che fa proprio per te. Lennon rimase stregato da Yoko, non tanto per il suo aspetto fisico quanto per quello che essenzialmente era. Una donna, nuda, semplice, creativa e interessata agli ideali che intanto Lennon stava maturando. John e Yoko iniziarono a lavorare insieme anche musicalmente, pubblicando 3 album piuttosto sconosciuti – ieri come oggi – uno dei quali (Unfinished Music No.1 – Two Virgins) è diventato famoso per la sua copertina, poi modificata dagli stessi Lennon e Ono, in cui i due erano ritratti completamente nudi.

 

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Non era questione di essere esibizionisti, ma di far passare un messaggio, poi perpetrato con il bed-in di protesta ad Amsterdam, nella camera dell’Hilton Hotel nel marzo 1969 : il messaggio era di protesta per una mancanza di umanità ed era rivolto sia alla società in cui vivevano che al momento storico (la guerra in Vietnam). Da qui John inizia a dedicare quasi tutta la sua vita alla questione della pace. Nasceranno brani come Imagine, Power to the people, Give peace a chance, Happy Xmas (War is over) e tanti altri pezzi che lo renderanno un simbolo a cui faranno riferimento molti movimenti pacifisti negli anni a seguire. Lennon ha sempre amato provocare chi lo ascoltava o lo intervistava : era proprio una sua caratteristica, sin dai primi concerti con i Quarrymen. Lennon, non lo dimentichiamo, è quello che aveva detto nel ‘66, riferendosi ai Beatles : “We’re more popular than Jesus”, “siamo più famosi di Gesù Cristo”, suscitando enormi dibattiti in tv e giornali, ma questa è un’altra storia.

 

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Ad ogni modo, il pensiero di Lennon cambiò radicalmente nel corso degli anni, fino ad essere considerato addirittura “di estrema sinistra” o “eversivo” dalle autorità americane, che fecero di tutto per evitare che lui soggiornasse negli Stati Uniti. La paura era che Lennon diventasse un agitatore di masse, un predicatore ascoltato e apprezzato (grazie anche alla fama che l’esperienza nei Beatles gli ha consegnato), un altro Gandhi; il primo problema era appunto la diffusione del messaggio contro la guerra in Vietnam e contro ogni sorta di conflitto : gli Stati Uniti volevano ricavare molti interessi da quel conflitto, e uno come Lennon doveva essere messo a tacere. Lennon, però, al contrario di politici e politicanti americani, portava avanti la pace attraverso un’arma inesauribile : l’amore.
Possiamo dire che l’amore, in ogni sua varia forma, dalla più infantile alla più “filosofica” ha sempre fatto parte della vita di John. Una delle sue più belle composizioni si intitola proprio “Love” :

Love is real , real is love
Love is feeling , feeling love
Love is wanting to be loved

Love is touch, touch is love
Love is reaching, reaching love
Love is asking to be loved

Love is you
You and me
Love is knowing
we can be

Love is free, free is love
Love is living, living love
Love is needed to be loved

L’amore è vero, la realtà è piena d’amore. E’ sentire, senti l’amore. E’ voler essere amati, è toccare, toccare è amore. Amore è raggiungere, raggiungiamo l’amore : l’amore è chiedere di essere amati. L’amore sei tu, siete voi, tu e me, voi e me. Amare è sapere che noi possiamo vivere davvero. L’amore è libertà, libertà è amore. L’amore è vivere, vivi l’amore : l’amore è bisogno di essere amati.

 

 

Purtroppo questa storia, come ben sappiamo, ha avuto in parte un triste epilogo. Lennon è comunque un sognatore che non ha mai smesso di vivere e di sognare, malgrado la vita gli abbia messo i bastoni tra le ruote del suo carro di progetti e sogni. La cosa più bella che ci resta di Lennon è proprio l’amore che è riuscito a trasmettere, in ogni attimo della sua breve esistenza.

«Pensavo davvero che l’amore ci avrebbe salvati tutti». – John Lennon

 

Roberto Testa

 
Foto del profilo di Roberto Testa

Roberto Testa

Sono Roberto, un giovane di 20 anni. Studio Storia presso l’Università degli Studi di Torino e Contrabbasso Jazz presso il Conservatorio "G. Verdi" di Torino. La storia è molto probabilmente la passione più grande della mia vita, insieme alla musica, alla filosofia e alla politica..

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