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“L’importante è credere ai propri sogni”

E il secondo post è un articolo che appartiene ad una mia amica, Sofia Barbera che frequenta il secondo anno di scuola nel mio stesso istituto, il “Liceo Scientifico e Linguistico Leonardo” di Giarre : in questo testo, si parla di sogni, di cambiamenti, di problemi della società (soprattutto italiana) e di formazione dell’individuo, riprendendo un incontro-dibattito tenutosi a scuola con la scrittrice e giornalista italiana Viviana Mazza, famosa soprattutto per il libro “Storia di Malala”.

 
 
“L’importante è credere ai propri sogni”
Il “cambiamento” è forse l’unica soluzione ai molteplici problemi dell’umanità? Ma è davvero possibile invertire la rotta? Mentre nel mondo divampano odio, rancore e vendetta, mentre in Oriente si combatte per l’indipendenza e la libertà e mentre in Ucraina non si dormono più sonni tranquilli, in Italia le forze dei “poveri” politici sono assorbite dalle “massacranti” lotte per mantenere i loro “più che meritati” diritti : l’auto blu, i viaggi gratuiti, gli “umilissimi” stipendi…immaginate che fatica fanno! Non possono “giustamente” anche occuparsi del paese! Dunque la folla italiana, abbandonata al proprio destino, ha deciso di adottare e rispettare con impegno la “legge del più forte”, la quale prevede che i poveracci come noi sopportino ogni sopruso. Per fortuna o per disgrazia – dipende dal punto di vista – non possiamo fare di tutta l’erba un fascio; ma sapevate che in Italia esistono ancora dei sognatori? Delle persone che credono alle parole di Coelho riguardo l’universo e i sogni? ebbene sì! Esistono persone che hanno voglia di “cambiare le cose” e di “invertire la rotta”, ma come? Al Liceo Leonardo, e in molte scuole d’Italia si è deciso di abbracciare il motto  “la cultura crea indipendenza”, nello specifico attraverso la lettura dei libri e attraverso il dibattito : l’obbiettivo degli insegnanti è quello di forgiare un perfetto cittadino consapevole del proprio valore e dei propri diritti, che possa un giorno dare una scossa alla società.
Per rendere il programma più intensivo, più interessante e più efficace, si effettuano durante l’anno scolastico degli incontri con alcuni autori italiani di libri già letti da noi studenti. Questo 28 aprile abbiamo avuto l’onore di incontrare e conoscere Viviana Mazza, giornalista del “Corriere della Sera” e scrittrice dell’ormai famoso libro “Storia di Malala”. Nessuno si aspettava di incontrare una ragazza così giovane e affabile; molto timidamente si è seduta sul palchetto, ritrovandosi di fronte a circa 200 studenti felici di saltare qualche ora di lezione. La sua paura nei nostri confronti era percettibile, infatti aveva stampato in viso quel sorrisino nervoso che ha tenuto fino alla fine dell’incontro : si notava che non era abituata ad interloquire con dei ragazzi; eppure non so se questo possa essere stato un punto debole dell’incontro, poiché attraverso la suo discreto timore abbiamo avuto modo di conoscere quel suo lato umano, semplice e spontaneo. Viviana Mazza è una di quelle sognatrici la quale si è fatta da sé , ha studiato e sudato, e con quel pizzico di fortuna è diventata una testimone del micro cambiamento che è in corso. Ci ha parlato delle sue esperienze, della sua famiglia e della nonna, e ci ha dato prova che forse l’universo veramente cospira affinché i propri sogni si avverino; ci ha confessato dell’enorme sgomento che ha provato quando l’hanno contattata dalla “Mondadori” per il libro, ci ha messo al corrente che per scrivere “Storia di Malala” in maniera più interessante, per avvicinarsi più alla nostra generazione, a ciò che a noi piace, ha letto tutti i libri della saga “Hunger Games”; ha risposto serenamente e con molta trasparenza alle nostre domande riguardanti la biografia romanzata sull’eroina pakistana, descrivendoci l’incontro con Malala. Ma  il messaggio più significativo che mi è rimasto è quello della speranza, della speranza necessaria per realizzare i propri progetti : potrei sembrare ripetitiva ma io credo fermamente che “Tutto l’universo cospira affinché chi lo desideri con tutto sé stesso riesca a realizzare i propri sogni”. L’esito dell’incontro è stato più che positivo, è stata un’ondata di ottimismo e di fiducia nel futuro, è stato un incontro utile poiché ci ha permesso di avvicinarci a realtà a noi lontane come quella del Pakistan e i dibattiti sull’importanza dell’istruzione sono stati più che efficaci, motivanti, e forse saranno il carburante che ci farà studiare più volentieri almeno per due settimane; il prospetto degli insegnanti italiani sarà davvero portatore di cambiamento? Riusciranno attraverso la lettura a renderci un domani indipendenti? Solo il tempo risponderà ai nostri interrogativi, intanto non ci rimane che costruire, con fatica, mattone dopo mattone, il nostro avvenire, resistendo alla marcia società che ci circonda.

Di Sofia Barbera

 
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