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La faccia oscura dell’Amore

E finalmente, dopo un mese di pausa a causa degli impegni scolastici ed extrascolastici, ritorno a scrivere (chiedendo perdono per l’assenza) : stavolta affrontiamo il tema dell’Amore secondo una prospettiva diversa, che talvolta non viene considerata molto, e, per questo motivo le conseguenze possono essere pericolose in diversi casi.

Ringrazio la mia professoressa di Storia dell’Arte che mi ha fatto conoscere due opere meravigliose del Bernini che ci aiuteranno a comprendere quanto scritto nel saggio breve.

La faccia oscura dell’amore

Gian Lorenzo Bernini, Galleria Borghese, Roma
Gian Lorenzo Bernini, Galleria Borghese, Roma

 

Spesso l’amore, sentimento che unisce due persone affettivamente e sentimentalmente, si tramuta in sfrenata passione, che porta alla ricerca di una soddisfazione piuttosto egoistica di piaceri carnali e terreni, e che talvolta porta alla completa ossessione, all’esagerazione, alla pazzia e all’odio.

Una delle cause che portano alla trasformazione dell’amore in altro, è che l’uomo non sarà mai soddisfatto, perché cercherà sempre qualcosa “di più”, non comprendendo che, come dice il filosofo Blaise Pascal in uno dei suoi aforismi, “corre verso il precipizio con un velo davanti agli occhi” : infatti, per una questione legata alla psiche e all’animo umano, l’uomo vuole ottenere il massimo (in amore, come in tutte le altre cose); però non si accorge che il massimo non esiste su questa terra, quindi vive una condizione di insoddisfazione e infelicità, perché si illude di poter essere felice in una determinata maniera, ma, alla fine non raggiunge in quel modo la felicità desiderata (o forse ne riceve così tanta da ‘svalutarla’ e da non sentire più nulla).

L’uomo che, come dice Italo Svevo in “Senilità” (1927) cerca il possesso della donna e il piacere, ma non trova l’amore vero, il sentimento e l’affetto, resta dentro vuoto e insoddisfatto, perché capisce che dopo aver avuto il possesso di quella donna, non ha altro da cercare e non sa come andare oltre per uscire da quello stato di infelicità; proprio lui, che credeva di essere felice in quel modo, ora non ha più quel “senso di inerzia” che è l’innamoramento e quell’ “entusiasmo che lo aveva fatto singhiozzare di felicità e di tristezza”, cioè il rapporto amoroso.

Come descrive Gabriele D’Annunzio in “Il trionfo della morte” (1894), l’amore può precipitare per trasformarsi in pazzia, violenza, ossessione e totale odio, e, in casi disperati (come spesso vediamo oggi) può condurre l’uomo ad uccidere. Perché tutto ciò? Oltre a voler essere soddisfatto, l’uomo vuole (spesso per natura) comandare gli altri  e prevalere su tutto;  ma purtroppo molti uomini non hanno compreso che nessuno può e deve togliere agli altri la libertà, gli spazi e, in questo caso, nessuno deve far cambiare in nessun modo i sentimenti altrui. Non si può costringere quindi qualcuno a fare qualcosa contro la sua volontà,  non si può mantenere il rapporto amoroso tra due persone se una non vuole più andare avanti nella relazione, perché è immorale: cosa otteniamo da una persona che non amiamo o la quale non ci ama più? Un “amore” regalato? Il piacere della carne? Il possesso del corpo? Sì, e queste sono le cause di molti mali e di ciò che si sente ogni giorno in televisione : persone che si odiano, si fanno del male o si uccidono (come nel caso del testo di D’Annunzio) soltanto per la fine di una relazione amorosa, togliendo all’amore la sua parte più nobile, trasformandolo in una cosa come tutte le altre, corruttibile. Purtroppo, in Italia e nel mondo, questo è un gravissimo problema sociale che persiste da molto tempo : qualunque violenza deve essere soppressa, perché non porta a nulla ed è uno dei peggiori mali della società. La violenza è un atto vile ed egoista che limita la libertà dell’altro e in alcuni casi la distrugge fisicamente e mentalmente, soprattutto quando quest’altro è debole (donna o uomo che sia).

Ma, per fortuna, ci sono ancora le persone che credono nell’amore come senso di vita, come modo per stare bene, per sorridere, per imparare da avere rispetto degli altri e per aiutarli, e non come un modo per ottenere piacere, soddisfazione insoddisfacente, possesso del corpo, supremazia e comando.

Concludo dicendo che il piacere è una componente importante dell’amore tra due persone, ma deve mantenersi nei suoi limiti, perché la sua esagerazione e la sua esasperazione, come per ogni cosa, porta l’uomo alla rovina.

Per leggere i miti di Apollo e Dafne e di Proserpina : 

Mito di Apollo e Dafne

Ratto di Proserpina

Gian Lorenzo Bernini, Galleria Borghese, Roma
Gian Lorenzo Bernini, Galleria Borghese, Roma

 

 

 

Roberto Testa

 

Roberto Testa

Sono Roberto, un giovane di 20 anni. Studio Storia presso l’Università degli Studi di Torino e Contrabbasso Jazz presso il Conservatorio "G. Verdi" di Torino. La storia è molto probabilmente la passione più grande della mia vita, insieme alla musica, alla filosofia e alla politica..

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