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I Led Zeppelin con “Houses of the Holy”!

Gli Dei del Rock : I Led Zeppelin e il loro album-capolavoro “Houses of the holy”!

 

 

a cura di Vanessa Putignano

http://ourvalleyevents.com/black-jacket-symphony-zeplin/


Era il 28 marzo 1973 quando i Led Zeppelin pubblicarono il loro quinto album: Houses of the Holy.

I Led Zeppelin (come spero voi tutti sappiate) sono i pionieri del Rock, una band britannica nata intorno agli ultimi anni del 1960. La band è composta dalla graffiante, forzuta e allo stesso tempo dolce e romantica  voce di Robert Anthony Plant, dal rullo potente e veloce come lo stesso Jimi Hendrix ci ha descritto (“Ragazzo il tuo piede destro è più veloce di quello di un coniglio”) di John Henry Bonham, dagli assoli di chitarra paradisiaci di James Patrick Page e dalle molteplici azioni del polistrumentista (bassista,tastierista) apparentemente timido ma con una presenza magnifica sul palco di John Paul Jones.

Tornando all’album, Houses of the Holy è uno di quei dischi che ti emoziona ma allo stesso tempo ti fa sfogare. Ti rilassa ma allo stesso tempo ti agita. Ti fa innamorare di quello che ti circonda, ma ti isola dal mondo. Ti fa rimanere in silenzio ma ti fa urlare. Non segue gli stessi metodi, non segue le stesse basi,le stesse melodie. Ogni canzone risulta essere pienamente consona alle altre, ma in egual modo diversa da tutte le altre. Ogni canzone esiste perché vuole e deve esistere e chi la ascolta non può far altro che nuotare tra le note, sognare e ciò può farlo davvero chiunque, anche chi non sa farlo o non ci ha mai provato. 

http://pixelsquare.it/houses-holy-led-zeppelin/

La copertina dell’album è considerata tra le più belle della storia del rock,è ispirata al romanzo “Le guide del tramonto” di Arthur Charles Clarke. Il grafico Aubrey Powell mise insieme un fotomontaggio surreale, immortalando su pellicola due bambini tra le pietre del Selciato del gigante in Irlanda. Poi passò il tutto all’aerografo, il quale moltiplicò il numero dei soggetti sulla copertina: 6 sul recto, 5 sul verso.
Houses of the Holy inizialmente era una canzone che fu scartata da quest’album, ma che la ritroviamo nel sesto dei Led Zeppelin “Physical Graffiti”.

Il primo brano è The song Remains the Same (La canzone è anche inserita nel loro omonimo film del 1976) .
Che dire?! Una canzone con la quale nessuno riuscirebbe a star fermo. C’è ritmo dal primo secondo, un ritmo che ti entra dentro per almeno un minuto e trenta secondi,fin quando tutto tace,e la voce leggera e travolgente di Plant enuncia con “I had a dream,oh now,crazy dream”. Il sogno di Plant è un mondo in cui tutti viviamo senza preoccupazioni, è un’esortazione a lasciarsi andare, ad essere disinibiti.

“Anything I wanted to know,                                          
Any place I needed to go.
Hear my song, now – People don’t you listen now? –
Sing along, oh! You don’t know what you’re missin’ now.
Any little song that you know
Everything that’s small has to grow..(..)                                     

Sing out Hare Hare”

“Tutte le cose che desideravo conoscere
Tutti i posti dove volevo andare
Ascolta la mia canzone
Gente state ascoltando ora?
Cantala insieme!
Non sapete cosa vi state perdendo
Ogni canzoncina che conosci
Ciò che è piccolo deve crescere..(..)
Canta ad alta voce la Hare Hare”


Il consiglio di Plant è di cantare a squarciagola, di VIVERE.

Il secondo brano è The Rain Song. Un inno alla vita, a viverla a pieno, una vera e propria dedica al nostro io interiore.
E’differente dalla prima, meno potente, più armoniosa,più calma e lenta. Quello che richiama l’orecchio è il particolare assolo di mellotron da parte di Jones, la bravura di Bonzo (Bonham) nel cambiare ritmo all’improvviso, ma soprattutto come i quattro componenti riescano a mescolarsi tra loro.
La protagonista del brano è sicuramente la natura, alla quale i richiami sono molteplici.

“It is the springtime of my loving
the second season I am to know
You are the sunlight in my growing
so little warmth I’ve felt before.”

 

“È la primavera del mio amore
La seconda stagione che sto per conoscere
Tu sei il sole che mi fai crescere
Prima sentivo così poco calore.”

(..)
“These are the seasons of emotion
and like the wind they rise and fall
This is the wonder of devotion
I see the torch we all must hold.
This is the mystery of the quotient, quotient
Upon us all, upon us all a little rain must fall.
It’s just a little rain oh yeah..”

 

“Sono le stagioni dell’emozione
E come il vento si innalzano e si abbassano
Questa è la meraviglia dell’amore
Vedo la torcia che tutti noi dobbiamo reggere.
È il mistero della spartizione, spartizione
Su tutti noi, su tutti noi cadrà un po’ di pioggia.
Un po’ di pioggia oh yeah”

Il terzo brano è Over the hills and far away.
Il primo minuto del brano è occupato da una melodia rilassante della chitarra di Page  e dalla voce calma di Plant.. dopo un minuto e trenta secondi tutto si scatena,entrano in scena il basso e la batteria, i quali continueranno ad accompagnare il ritmo fino a creare una sfumatura sempre più accentuata lasciando spazio negli ultimi secondi della canzone ad una silenziosa parte strumentale.

“Many dreams come true
and some have silver linings
I live for my dream
and a pocketful of gold.
Mellow is the man
who knows what he’s been missing
Many many men
can’t see the open road.”

 

“Tanti sogni si avverano
Alcuno sono coperti di argento
io vivo per il mio sogno
e una tasca piena d’oro
saggio è l’uomo
che sa dove ha fallito
molti molti uomini
non vedono la strada aperta”

Il quarto brano è The Crunge.
Il brano è un autoironico funk alla James Brown.
Il Funk è presente sin dai primi secondi e va sempre più accentuandosi in tutto e per tutto, si crea un botta e risposta tra la voce e gli accordi di chitarra,Jones fa rientrare i suoi effetti alla tastiera, Bonham crea un ritmo coinvolgente.


“I want to tell you ‘bout my good thing
I ain’t disclosing no names but
He sure is a good friend and
I ain’t gonna tell you where he comes from, no
If I tell you you won’t come again, hey
I ain’t gonna tell you nothin’
but I do will, but I know, yeah”

 

“Voglio parlarti di ciò che ho di buono me
Senza dirti il nome
È sicuro che si tratta di una buona amica
E non ti direi da dove viene, no
Ma se te lo dico tu non torneresti ooh!
Non ti dirò niente
ma lo faccio bene e lo so, yeah!”

Quinto brano, Dancing Days.
Dopo un minuto la chitarra di Page sembra voler urlare qualcosa,si accende come un fuoco ed è protagonista del tutto, la melodia ti entra in testa e non esce fino a quando non parte il sesto brano dell’album. La voce di Plant non è per niente leggera,ma graffia,graffia per tutti i 3 minuti e 40 circa.

“Dancing days are here again
As the summer evenings grow
I got my flower, I got my power
I got a woman who knows”

 

“I giorni per ballare sono di nuovo qui
Come crescono le sere d’estate
Ho il mio fiore, ho il mio potere
Ho una donna che conosce”

Il sesto brano è D’yer Mak’er.
Non per essere di parte, ma è la mia canzone preferita dell’album (insieme all’ottava traccia ‘The ocean’).
Lo stile sicuramente non è molto rockeggiante come i Led Zeppelin si presentano e mostrano con tutte le altre tracce,ma è propriamente Reggae.
La  canzone parte con un assolo di batteria che sembra dire ‘ladies and gentlement ecco a voi i Led Zeppelin come non li avete mai visti’ e non ha una vera e propria fine in quanto tutti gli strumenti sfumano negli ultimi secondi.
Il titolo riprende un gioco di parole inglese per il quale  D’yer Mak’er, secondo la pronuncia del dialetto Cockney (tipico dell’East End londinese) suona come “Jamaica”, riprendendo proprio lo stile del brano (reggae).
Il testo parla di una supplica di un uomo alla donna che ama. Lei sta per partire e dunque ha lasciato l’uomo,così egli la esorta a rimanere e ad amarlo.

“You don’t have to go(..)
But I still love you so, I can’t let you go
I love you – ooh baby I love you!
(..)
When I read the letter you sent me, it made me mad mad mad
When I read the news that it broke, it made me sad sad sad..”

 

“Non devi andare (..)
Ma io ti amo ancora molto, e non posso lasciarti andare
Ti amo- ohh piccola ti amo!
(..)
Quando ho letto la lettera che mi hai inviato mi ha fatto impazzire, impazzire, impazzire,
Quando ho letto la notizia che si è diffusa mi ha fatto rattristire rattristire rattristire”

Settimo e penultimo brano è No Quarter (composta da John Paul Jones. )
La canzone si alterna fra il piano elettrico con effetto phaser,che  ha un suono che fa ricordare l’acqua ed un riff di chitarra composto da Page sul quale essa va a sfumare. Successivamente Jones suona un assolo di pianoforte accompagnato dalla chitarra elettrica. 
Il significato del testo può essere associato sicuramente alla passione che soprattutto Plant aveva verso i miti nordici (Testimonianza è anche Immigrant Song[ Led Zeppelin III]) ,infatti nel testo ritroviamo citato il Dio Thor.
Già nella prima strofa si parla di guerrieri..

“Close the door, put out the light
You know they won’t be home tonight
The snow falls hard and don’t you know?
The winds of Thor are blowing cold
They’re wearing steel that’s bright and true
They carry news that must get through”

 

“Chiudi la porta, spegni la luce
Lo sai che non saranno a casa stasera
La neve cade forte e non lo sai?
I venti di Thor soffiano freddi
Indossano acciaio che è brillante e vero
Portano notizie che devono essere dette”

Mentre in Immigrant Song i Led Zeppelin si immedesimano con i vichinghi,in No quarter sembrano immedesimarsi con dei combattenti.

Ottavo ed ultimo brano è The Ocean.

“We’ve done four already but now we’re steady
And then they went: One, two, three, four”

“Abbiamo fatto quattro già, ma ora siamo fermi
E poi sono andati: Uno, due, tre, quattro ”

E’ così che inizia il brano. E poi subito batteria e voce si fondono, emerge il suono della chitarra sempre più potente.
Voce e chitarra sembrano comunicare, è questo che noto nelle loro canzoni, la voce e la chitarra parlano in un botta e risposta, solo in loro noto ciò. La voce sembra nascere da quelle corde pizzicate.

“Sitting round singing songs until the night turns into day
Used to sing on the mountains but the mountains washed away
Now I’m singing all my songs to the girl who won my heart
She is only three years old and it’s a real fine way to start”

 

“Seduto cantando canzoni fin quando la notte diventa giorno
Solitamente cantavo sulle montagne ma le montagne sono disperse
Ora sto cantando tutte le mie canzoni per la ragazza che ha vinto il mio cuore
Ha solo tre anni ed è un bel modo per iniziare”.

 

http://bloodyloud.it/wp-content/uploads/2014/10/LedZeppelin1973.jpg

 

 

 
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