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La fattoria degli animali

“Diceva che scrivere era una lotta orribile ed estenuante, come l’attacco prolungato di una malattia dolorosa. La malattia che attaccò George Orwell era la demistificazione, l’assiduo smascheramento della tirannia, da cui era attratto come una falena dalla fiamma”.

(Barbara Servidori, Prefazione a 1984, George Orwell)

 

E’ il 1945 quando George Orwell pubblica una delle sue più importanti opere: La Fattoria degli Animali. Dura critica al comunismo di stampo Staliniano, il romanzo si sviluppa sotto forma di favola. Nella fattoria di Mr. Jones, gli animali stanchi dei continui soprusi attuano una totale ribellione. L’obiettivo è quello di guadagnare libertà e stabilire un principio di eguaglianza valido per tutti gli animali. Gli umani diventano i nemici giurati, e a capo della rivolta si trovano i maiali (ironicamente i più intelligenti della fattoria), che si propongono come promotori della nuova realtà nella fattoria. Una volta conquistato il potere però, i piani dei maiali cambiano. Napoleon, capo dei rivoltosi, diventa esattamente tutto ciò che gli animali si erano proposti di combattere: un umano. Inizia a vestirsi come gli umani, a mangiare come gli umani, a mischiarsi con loro. Inizia ad infrangere uno ad uno tutti i “comandamenti” da lui stesso stabiliti. Se una volta ottenuto il potere, valeva la regola che “TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI”, alla fine del libro, scopriamo amaramente che “TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI, MA ALCUNI SONO PIU’ UGUALI DI ALTRI”. Ci vuole dunque molto poco perché Napoleon instauri una dittatura a suo uso e consumo. A poco a poco, tutti gli altri princìpi dell’ “animalismo” (inizialmente erano 7, scritti su una tavola) vengono cancellati o modificati da Squealer (maiale che rappresenta la “macchina” della propaganda, del consenso e della comunicazione del “regime”) per ordine dello stesso Napoleon. Il libro si conclude con la descrizione di una scena molto forte : Napoleon, insieme ai suoi pochi fedeli, si trova a trattare con gli altri uomini (che possiedono le campagne confinanti a quella di Mr. Jones) e a mangiare insieme a loro, frontalmente, faccia a faccia, ormai così simile a loro a tal punto da non riuscire più a distinguere l’uomo dal maiale.

 

 

9780141036137

 

 

Diversi sono i temi trattati nel libro, e uno dei più ricorrenti è quello del controllo totale della società : la vita degli animali è controllata in ogni sua parte dai cani, che rappresentano la polizia di stato; l’arte e la cultura utilizzate per la propaganda, attraverso la figura dell’intellettuale e poeta-maiale Minimus; l’allontanamento o l’uccisione dei “compagni” da parte del dittatore (per ottenere il potere assoluto), come ad esempio il caso di Snowball (che rappresenta Trotsky, in lotta con Stalin per la successione a Lenin), che viene allontanato dalla fattoria perché voleva attuare una politica diversa; lo sfruttamento dei lavoratori (stachanovisti) e la povertà dei ceti più bassi (topi e conigli, in questo caso); l’alleanza con gli altri contadini da parte di Snowball (che ricorda il patto Ribbentrop-Molotov del ’39 tra Russia e Germania), ma soprattutto il crollo degli ideali di uguaglianza e fratellanza che venivano inneggiati all’inizio del racconto.

Quella che Orwell fa, è una critica non solo alla realtà della Russia staliniana, ma a quella di tutti i sistemi totalitari della seconda metà del ‘900. Con la sua inconfondibile ironia e attraverso quella che può sembrare una storiella per bambini, riesce invece a fare un quadro clinicamente accurato della tragica situazione sovietica. Riesce a dimostrare come nessuno sia immune alla corruzione che deriva dal potere : da un’iniziale pura ideologia, infatti, si arriva ad una dittatura tramite piccoli passi incrementali mirati al totale accentramento del potere.

 

Maria Pia Astuto

 
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