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Impressioni di PFM

“Capo D’Orlando, siamo qui per farvi divertire, non ce ne frega niente degli altri, di chi non c’è. Noi siamo qui per voi e voi siete qui per noi e stasera ci divertiremo come matti”.

Non è la voce di un dj che parla da dietro una console, non è uno di quei cantanti che vanno di moda in giro per il Paese e non è nemmeno un animatore di feste.
Siamo a Capo D’Orlando, città in provincia di Messina, la sera del 2 settembre 2016.
E chi parla è semplicemente Franz Di Cioccio, batterista della Premiata Forneria Marconi, meglio conosciuta come la PFM. 70 anni e non sentirli, sul serio. Molta più grinta, carica ed esplosività rispetto a coetanei e a colleghi molto più giovani. E poi classe, tecnica, dietro i tamburi.
Ma Franz non è solo : la band lo accompagna e lui accompagna la band. I musicisti sul palco sono : Patrick Djivas (Zivas) – basso (dal 1974) ; Lucio Fabbri – violino, 2ª tastiera, 2ª chitarra, voce (dal 1979 al 1987 e poi dal 2000 ad oggi) ; Alessandro Scaglione – tastiere (dal 2012) ; Eugenio Mori – seconda batteria (sul palco per questa occasione), Marco Sfogli – chitarra (dal 2015) ; Alberto Bravin – tastiere aggiunte, voce (dal 2015).

 

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Foto di Antonella Papiro

 

Un gruppo compatto, omogeneo e forte. Carico, tecnico e professionale : già dal soundcheck, tra risate e scherzi, facevano capire che quel concerto sarebbe stato uno spettacolo. Ce lo dicevamo tra di noi, “quello di oggi sarà un gran concerto”, già dal momento in cui un chitarrista ci adocchia e, non capiamo per quale motivo, suona quelle 4 note che ci fanno impazzire : nulla a che vedere con la PFM, era Shine On You Crazy Diamond dei Pink Floyd. Un occhiolino e capisci che sei già nel posto giusto.

Dopo diverse ore di attesa, incollati alla transenna della prima fila, le luci di un palco meraviglioso – il loro palco – si spengono e inizia la magia.
La band si presenta e parte subito con un pezzo che pesta forte : la rivoluzione.

Gentile pubblico stasera siamo qua
Per un’ottima ragione
Da questa notte finalmente inizierà
la rivoluzione
Perché faremo briciole dell’immobilità
Saremo come la salsedine che la divorerà
e se sarà impossibile combattere
cambieremo regole […]
salta, ancora una volta!

E poi via, con La Luna Nuova, Harlequin, Dove..quando.., La Carrozza di Hans, Maestro di voce e altri grandi classici, giusto citandone i più noti.
E poi, nel delirio del pubblico, il grandissimo classico Impressioni di settembre, il primo 45 giri del gruppo (l’altra side era occupata dalla già citata La Carrozza di Hans), come ricordato dal batterista, leader e cofondatore del gruppo.

 

 

1971, non 2010. Eppure è il pezzo più noto, quello che solitamente si lega al nome “PFM” : quel moog, una sorta di sintetizzatore che il gruppo conobbe grazie all’album Lucky Man dei mitici ELP (Emerson, Lake & Palmer, storico trio che ha segnato la storia del progressive rock), era proprio quello che faceva a caso loro. Lo stesso Franz confessa che in studio avevano provato ad suonare quel famosissimo inciso con ogni sorta di strumento, dal flauto alle tastiere, ma appena provarono quello strano strumento ne rimasero colpiti : “era una cosa celestiale”.

 

http://www.pfmpfm.it/anni_70/moog01.JPG
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E così tirarono fuori il pezzo che li ha battezzati al mondo dei grandi della musica italiana.
E non solo, perché la PFM ha girato il mondo grazie alla musica. Ricordiamo, tra i grandi concerti del gruppo, il Live in USA (1974), un concerto alla Royal Albert Hall (6 maggio 1976) e il Live in Japan (2002) : infatti, il gruppo ha scritto e tradotto diversi album in lingua inglese, tra i quali, il primo Photos of Ghosts (1973), Chocolate Kings (1975) con il mitico cantante Bernardo Lanzetti o The world became the World (1974), traduzione dell’album L’isola di niente (1974). Inoltre, come pochi altri all’epoca, la PFM fu gruppo di supporto ad alcuni concerti di Procol Harum, Yes e addrittura Deep Purple (1971, Bologna)! Evidentemente anche questi ultraquotati gruppi di livello internazionale vedevano una certa qualità e un buon carattere nella PFM : insomma, un gruppo come pochi altri, per quanto riguarda la musica nel nostro Paese.

 

Foto di Antonella Papiro
Foto di Antonella Papiro

 

Ma la serata continua : “non vi risparmiate, perché qui sul palco noi non ci risparmiamo! Forza!” continua così ad arringare il pubblico l’instancabile Di Cioccio. E con lui anche gli altri musicisti si divertono, tra assoli e virtuosismi, ognuno ha il suo spazio e ognuno può esprimere al meglio le proprie potenzialità, con i propri strumenti e il proprio service : impeccabili le esecuzioni di Mr. 9 till 5 e Alta Loma, pezzi di elevata difficoltà, tecnicamente parlando. Come anche i pezzi dell’ultimo album PFM in Classic (2013), che vede alcuni brani di musica classica riarrangiati in stile PFM, dalla Danza dei cavalieri (Romeo e Giulietta, Prokofiev) all’Overture di Guglielmo Tell (di G. Rossini, ma già eseguita per la prima volta nel Tour statunitense del 1974), grazie all’accompagnamento di un’orchestra; pur non essendoci l’orchestra, il gruppo rende benissimo, si diverte e fa divertire.
E poi, dopo l’uscita di scena, ecco il gran richiamo da parte del pubblico : “P.F.M.! P.F.M.!”
E il gruppo, inevitabilmente, esce fuori.
E un altro richiamo : “De Andrè!”

Il riferimento è al tour e al disco con Fabrizio De Andrè : infatti la PFM ha riarrangiato alcuni tra i più bei pezzi del cantautore genovese e li ha portati in giro con lo stesso Fabrizio tra il ’79 e l’80. Una scelta rischiosa e azzardata, innovativa e rivoluzionaria per l’epoca, come ha sostenuto lo stesso cantautore, ma che ha fatto successo e ha concesso definitivamente alla PFM il biglietto d’ingresso al tempio dei grandi dèi della musica.

 

“De Andrè purtroppo non c’è più, lo sapete..Ora ci guarda dall’alto” – Di Cioccio risponde subito
“Un pezzo!” – chiedono alcuni fan, quasi inginocchiandosi
“Mh, si può fare, anche due..”
“Tre allora!”
E allora ci suonano due dei pezzi con il miglior arrangiamento : Volta la carta e Il pescatore, dedicandoli al grandissimo Faber. Ancora una volta il pubblico è in delirio. Io perdo la voce.

 

Foto di Antonella Papiro
Foto di Antonella Papiro

 

“E’ festa!” – gridiamo io e mio fratello – uno dei nostri pezzi preferiti.
“Quando, domani?” – ci risponde Franz
“Sì!” – rispondo io, ridendo

 

 

E dopo poco ce lo regalano. Una festa meravigliosa, gigante. “Celebration!” come urlano loro e come fanno urlare al pubblico, che ormai era in completo visibilio. Una piazza stracolma di gente di ogni età, dai ragazzini agli anziani, tutti lì a cantare e ad urlare, come chiedeva il gruppo e come meritava un concerto.
Perché sì, pur essendo ad ingresso libero e in una piazza di una cittadina siciliana, è stato un Concerto in grande, di grande musica e portato avanti da musicisti talentuosi e fenomenali che hanno saputo tenere alto il nome e l’onore della band, una tra le più grandi di sempre nel panorama musicale italiano.

 

Ecco qui una fotogallery della serata : ringraziamo la fotografa Antonella Papiro per i bellissimi scatti che ci ha regalato!

 

 

Roberto Testa

 

Roberto Testa

Sono Roberto, un giovane di 20 anni. Studio Storia presso l’Università degli Studi di Torino e Contrabbasso Jazz presso il Conservatorio "G. Verdi" di Torino. La storia è molto probabilmente la passione più grande della mia vita, insieme alla musica, alla filosofia e alla politica..

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