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Il cielo grigio sopra Berlino

2 maggio 1945 : una delle date che cambiò il corso della storia.
L’Armata Rossa, guidata dal generale Vasilij Ivanovič Čujkov, uno degli “eroi” della storica resistenza di Stalingrado (1942-43), fa il suo ingresso in una Berlino ormai distrutta e rasa al suolo dai continui bombardamenti che avevano visto gli ultimi tedeschi ormai chiusi “a panino” tra i sovietici (ad Est) e gli Alleati (francesi, britannici e americani, ad Ovest). Proprio lo stesso giorno, un soldato, reso immortale da uno scatto fotografico di Evgenij Anan’evič Chaldej, inizia a sventolare (con un coraggio da stuntman) in cima al Reichstag (sede del Parlamento tedesco) la bandiera sovietica.

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Dopo appena 15 giorni di bombardamenti, Berlino era caduta e Adolf Hitler, uno delle “prede” principali dei sovietici come degli alleati, si era ucciso avvelenandosi con del cianuro e spegnendosi ancor più brutalmente con una pistola, proprio per non cadere in mano nemica. Nonostante Hitler e i nazisti, il più grande pericolo per l’Europa in quel periodo, fossero stati debellati, ciò non bastava per concludere la guerra, poiché bisognava ancora chiudere il caso “Giappone”. La Germania comunque si consegna (resa incondizionata) ad Alleati ed Unione Sovietica, i quali costituiscono un Consiglio di Controllo Alleato che dichiara quanto segue :

“I Governi degli Stati Uniti d’America, l’unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, il Regno Unito e il Governo Provvisorio della Repubblica Francese assumono l’autorità suprema della Germania, inclusi tutti i poteri posseduti dal Governo Tedesco, dall’Alto Comando e da tutti i governi o autorità dello stato, municipali o locali. L’assunzione di tali poteri e il conseguente esercizio della suprema autorità, si rendono necessari per il raggiungimento degli scopi sopraccitati senza però significare l’annessione della Germania”. (US Department of State, Treaties and Other International Acts Series, No. 1520)

 

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Alla base di tutto ciò però vi era un grande problema : la Germania era stata liberata dal nazionalsocialismo, ma cosa bisognava farne ora? Quale sarebbe stata la sorte di questo Paese?
Qui ritorna l’importanza del 2 maggio : l’URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche) era riuscita ad entrare a Berlino e a costringere i tedeschi alla resa, quindi aveva avuto i suoi meriti e richiedeva a gran voce il possesso della capitale tedesca, situata nell’area orientale della Germania. Dall’altra parte, gli Alleati richiedevano fortemente il controllo di Berlino (per importanza strategico-politica, per avere una “finestra verso l’Oriente” e perché comunque era un punto significativo – oltre che capitale – della Germania) e delle postazioni occidentali che avevano conquistato alla fine del periodo. Così, tenendo fede ad alcuni punti degli accordi delle conferenze di Yalta e Potsdam (rispettivamente a febbraio e luglio del 1945), si decise di dividere la Germania in 4 aree di occupazione militare : le 3 aree occidentali andarono agli Alleati, e queste confluirono nella cosiddetta “Germania Ovest” (o più precisamente Repubblica Federale di Germania, dal 23 maggio 1949), mentre la restante parte orientale andò all’URSS, che diede vita alla DDR (Repubblica Democratica di Germania, dal 7 ottobre 1949).

 

http://www.johndclare.net/images/Germanydivmap.gif
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Come si può ben immaginare, per quanto le due Repubbliche potessero avere una formale “sovranità”, erano ben “sottomesse” e strettamente legate alle due superpotenze : la Repubblica Federale di Germania aderì al Piano Marshall, progetto di finanziamento per la ricostruzione post-bellica avviato dagli USA, quindi si formò seguendo il modello americano di libero mercato, liberismo e grande capitalismo, aderendo al patto atlantico (militare) della NATO; diversamente, la DDR si conformò presto al modello sovietico, come tutti gli altri “stati satelliti” dell’URSS : l’economia in questo caso era di tipo socialista e “anticapitalistica”, come (formalmente) il sistema politico (spesso primeggiava sugli altri, non a caso, un partito filosovietico, che poi seguiva le iniziative proposte dal Comitato Centrale di Mosca) e inoltre, nel 1955 aderì, con gli altri stati del “blocco sovietico”, all’alleanza militare del Patto di Varsavia.

Ma ritorniamo un attimo alla “questione berlinese” : proprio con gli accordi di Yalta e Potsdam, Berlino fu divisa, alla stessa maniera dell’intera Germania (tra le stesse potenze vincitrici), in 4 aree di controllo; probabilmente Iosif Stalin (Segretario del Partito Comunista e Presidente del Consiglio dei Ministri dell’Unione Sovietica), avendo ottenuto già buona parte dell’Europa e dell’Asia attraverso le trattative con i rispettivi Capi di Stato e/o Primi Ministri (Roosevelt e poi Truman per gli USA, Churchill e poi Atlee per l’UK), non osò chiedere l’intera Berlino, ma nel cuore teneva già quella voglia, quasi come per diritto conquistato (vedi il 2 maggio), di avere sotto il controllo del proprio paese l’intera capitale (in realtà, la cosiddetta “Berlino Ovest” faceva già parte della zona d’influenza sovietica). La goccia, o forse la scusa, che fece traboccare il vaso della tensione fu l’introduzione del DM (marco tedesco occidentale) a Berlino Ovest da parte degli Alleati : ma era semplicemente il segno evidente che una città non poteva vivere sotto due forme di economia e politica per certi punti di vista antitetiche, o meglio, incompatibili. La risposta dei sovietici fu il blocco delle merci e dei collegamenti con Berlino Ovest, cercando di isolarla dai rifornimenti alleati e quindi di ridurla così in uno stato di crisi; la controrisposta degli Alleati fu il famosissimo “ponte aereo” del 1948-49, attraverso il quale riuscirono a trasportare i rifornimenti all’interno di Berlino Ovest. I sovietici allora ruppero i rapporti con Berlino Ovest e poco dopo, come già detto, vennero fondati i due nuovi stati, da una parte e dall’altra, che acuirono la tensione e incrementarono la divisione tra le due parti. Intanto, gli Alleati contribuirono alla ricrescita di Berlino Ovest, che venne quindi utilizzata come “vetrinetta” del mondo occidentale, completamente diverso (oltre che economicamente più avanzato) rispetto a quello sovietico : ciò fece indispettire i sovietici, poiché si registrarono forti migrazioni (si contano quasi 3 milioni di abitanti) da Berlino Est a Berlino Ovest, poiché si sa, il fascino della modernità, dell’industrializzazione e della “libertà” fa gola a tutti. A poco a poco, i sovietici iniziarono a vietare questa “migrazione” (che a volte non era dettata da motivi politici o economici, ma da motivi familiari o lavorativi) : si iniziò con i divieti orali, poi scritti, multe, filo spinato e poi… Durante la notte tra il 14 e il 15 agosto, i sovietici costruirono il famosissimo muro. La guerra fredda era già iniziata e Berlino fu una delle città che più duramente ne pagò le tristi conseguenze.

 

1961: Soldiers building the Berlin Wall as instructed by the East German authorities, in order to strengthen the existing barriers dividing East and West Berlin. (Photo by Keystone/Getty Images)
1961: Soldiers building the Berlin Wall as instructed by the East German authorities, in order to strengthen the existing barriers dividing East and West Berlin. (Photo by Keystone/Getty Images)

 

“Esso [il muro] rappresenta infatti, come ha detto il vostro sindaco, un’offesa non solo alla storia, ma un’offesa all’umanità, perché divide le famiglie, divide i mariti dalle mogli e i fratelli dalle sorelle, e divide gli uni dagli altri i cittadini che vorrebbero vivere insieme. Ciò che vale per questa città, vale per la Germania” (J. F. Kennedy, discorso ai berlinesi dell’Ovest, 26 giugno 1963)

 

 

Roberto Testa

 

Roberto Testa

Sono Roberto, un giovane di 20 anni. Studio Storia presso l’Università degli Studi di Torino e Contrabbasso Jazz presso il Conservatorio "G. Verdi" di Torino. La storia è molto probabilmente la passione più grande della mia vita, insieme alla musica, alla filosofia e alla politica..

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