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È tutto un complotto!

Sono ovunque, ci controllano e sanno tutto di noi, ma che cos’è un complotto? Scopritelo con questo articolo!

Bentornati ad “una storia da non credere”! L’argomento di oggi è abbastanza complicato, perché tutti ne parlano senza sapere veramente si cosa si tratti, o meglio, vi è un utilizzo spropositato; ormai i complotti sono la quotidianità su internet. Pagine di Facebook, video su YouTube, siti di dubbio gusto e anche molti libri trattano sempre di più di queste cose, facendo sembrare che tutto sia collegato da una logica complottista, ma è frutto di un’errata lettura dei fatti. Cercherò quindi di strutturare il mio discorso in tre parti:  la prima in cui cercheremo di vedere se i complotti sono una novità contemporanea o ci sono stati casi simili nella storia, quali sono i più famosi, ma soprattutto perché nascono.

Il primo e il secondo interrogativo sono di più facile risoluzione perché riguardano l’ambito storico. I complotti sono esistiti, probabilmente esistono e sicuramente esisteranno. Sono tutti di diversa natura, ma una cosa li accomuna, cioè il fatto di venire scoperti. Ci sono stati anche casi di complotti sventati prima del loro attuarsi, uno dei più famosi è la congiura delle polveri del 1605, quella con Guy Fawkes.

 

 

L’assassinio di Lincoln o di Cesare, anch’essi complotti, alla fine sono stati scoperti e quindi non hanno quel carattere di segretezza continua, nel senso che continuano anche dopo le loro rivelazioni. Un complotto è segreto finché non viene scoperto e il suo rivelarsi porta alla sua fine. Quindi, per quanto  si parli tanto di complotti, il fatto che vengano rivelati proprio da questi “autori” metterebbe fine alla cosa stessa. Che senso avrebbe continuarli se qualcuno li scopre? Ecco queste domande retoriche ci fanno intuire come sia attendibile tutta quella letteratura sui complotti.


Non solo la storia contemporanea, come ad esempio l’11 settembre o la morte di Kennedy, è tartassata dalle teorie del complotto, ma ogni epoca lo è. Infatti, in un dato periodo storico, si trova quasi sempre un eponimo che raccoglie in sé tutte le varie speculazioni ( prive di fondamento serio) sui vari complotti: ad esempio Templari, Maya, Assiri e i vari culti mitraici. Alcune di queste teorie non sono un’invenzione della nostra contemporaneità, ma pure in passato questi soggetti erano tacciabili di far parte di un complotto, perché si aveva poca conoscenza su di loro o cercavano di mantenere le distanze dalla società. E, poiché la loro distanza alimentava un alone di mistero su di loro, venivano, già in passato, accusati di complotto. Possiamo quindi dire che le motivazioni dette prima sono alcune delle cause fondamentali per la nascita di un complotto. Chi ha goduto sia in passato sia oggi di teorie riguardanti cospirazioni e non, sono i Templari.

 


A volte, però, i complotti nascono anche nei casi più improbabili. Tempo fa lessi su internet e sentii a lezione la storia del “Complotto di Costantino”. Incuriosito, controllai sul Web e lessi di questa teoria che vi riporterò nei punti salienti. Costantino ed il concilio di Nicea avrebbero fatto “eliminare” tutti quei vangeli che non trattavano della divinità di Gesù. Ora questa teoria sembra verosimile, perché molti vangeli apocrifi non si concentrano sulla divinità del Cristo, cosa che nei vangeli canonici è fondamentale. In realtà il Concilio di Nicea non eliminò questi testi, ma si limitò a regolarizzare i quattro vangeli che conosciamo perché già nel V secolo erano i più letti dalle varie comunità cristiane. La differenza tra vangeli canonici e apocrifi sta nel fatto che con i primi si può celebrare la messa, ma nessuno vieta la lettura dei secondi, anzi conosciamo molti dettagli della vita di Gesù proprio grazie a questi. I vangeli apocrifi non vennero quindi eliminati per una decisione dall’alto, bensì caddero in disuso con l’avanzare del tempo. Poniamo però che ci sia stata questa decisione. Bene, vi posso dire che è ed era una cosa impossibile per l’epoca, perché l’imperatore Costantino avrebbe dovuto avere un potere talmente vasto per fare una cosa del genere, che per i tempi era impensabile. Cancellare, distruggere i libri, far arrivare l’ordine, far sì che venisse eseguito, insomma, era una cosa talmente grande e onerosa da essere impraticabile per i mezzi di quel periodo. Quindi questo complotto è solo un’invenzione atta a vendere libri e fare click facili.

 

 

Veniamo all’ultima domanda, cioè perché si sente tanto il bisogno di utilizzare il complotto come chiave di lettura di un fatto o di vari eventi? L’uomo di per sé deve organizzare la sua vita e ciò che gli accade attorno, quindi si crea delle immagini o delle chiavi di lettura. Quando però i fatti sono poco chiari, un po’ confusi o semplicemente c’è un’assenza di informazioni, per risolvere il bisogno organizzativo ed informativo dà vita al complotto. Sia chiaro, non è una formula matematica, ma questo, secondo me, è  il processo che porta alla creazione di ciò. È un nostro bisogno darci delle risposte, cercare di organizzare ciò che abbiamo davanti. Ci sono poi ulteriori fattori legati all’argomento in sé, ma il processo alla base è questo.

Mi sento però in dovere di affermare un’altra cosa. Adesso è inutile andare a fare i crociati del buon senso attaccando e distruggendo ogni sito o libro che propina tali argomenti. Per combatterli basta ignorarli. Non dategli peso, anzi fatevi una risata e immaginate le teorie del complotto come piccole opere sgrammaticate fantasy; alcune sono davvero intriganti, per quanto sbagliate. Ciò che condanno è la presunzione di verità, che viene spacciata senza darci un minino di prove.


Concludo con i vari consigli di lettura  per approfondire meglio la questione. Il primo è  una pubblicazione del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) a cui hanno partecipato Umberto Eco e Piergiorgio Odifreddi che s’intitola 11/9 la Cospirazione Impossibile, mentre il secondo è I templari e la Sindone. Una storia di un falso  scritto da Andrea Nicolotti ed edito da Salerno.  

Ricordatevi: la verità è fatta di fatti, non è dettata dalla maggioranza o dal sentimento.

Matteo Strobino

Roberto Testa

Sono Roberto, un giovane di 20 anni. Studio Storia presso l’Università degli Studi di Torino e Contrabbasso Jazz presso il Conservatorio "G. Verdi" di Torino. La storia è molto probabilmente la passione più grande della mia vita, insieme alla musica, alla filosofia e alla politica..

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