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50 sfumature di romani

I Romani facevano tanto gli spocchiosetti.
C’avevano sta cosa, er mos maiorum, e tutti bravi, tutti rigidi, morigeratezza everywhere.
Altro che Greci, altro che falloforie, loro una scultura di pene gigante per le strade romane mica ce lo portavano.
Antichi medievalisti?
No, ninfomani inside in gran segreto.

Per le strade mantenevano questa fasulla compostezza, non si tenevano per mano (nemmeno le coppie sposate), non si sfioravano, non si baciavano.
Ma talvolta il loro lussurioso segreto sfuggiva dalle vesti, là, sul collo.
Un temibile succhiotto, ahimè.

“Ille viri videat toto vestigia lecto/factaque lascivis livida colla notis”.

Egli veda su tutto il letto tracce d’uomo, e i lividi sul collo impressi da morsi lascivi.

Risuona come un solenne avvertimento Ovidio.
Della serie, occhio al succhiotto. Consonanza pura.

E poi i Romani c’avevan così tanto amore e sesso da dare che erano bisessuali.
Era regola della morale: l’uomo deve dominare ogni cosa.

Essere dominatore.
Che poi io mi chiedo coma possa essere dominatore nel momento in cui magari ‘sti due romani decidono di invertire i ruoli nell’atto sessuale e il dominatore divien dominato, ma probabilmente ci sono dinamiche che mi sfuggono.
Quindi l’uomo aveva all’epoca tre funzioni : dare, prendere, procreare.

 

http://www.romagnanoi.it/resizer.jsp?img=UpkPfA5XLjiLvCJLSRGyTD%2B4fD8oGEzmQTR4FVM7QxQ%3D&w=670&h=450&maximize=false
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E poi c’era “er regolamento der sesso”.
Primo: tradire sì, ma con un individuo di rango inferiore (per evitare eredi in caso di gravidanze indesiderate).
Secondo: nei rapporti omosessuali l’uomo deve essere attivo (e questa cosa non la comprendo, perchè se abbiamo due uomini entrambi attivi, due organi sessuali e due cavità, io la vedo un po’ dura… Sì, anche quello, per carità, ma intendevo, vedo un po’ difficile l’unione attivà a meno che tu non sia snodabile).
Terzo: nei rapporti omosessuali di tipo orale doveva essere invece passivo per provare piacere, e non atitvo (e qui ci rinuncio, perchè nemmeno il 70 meno 1 potrebbe risolvere la questione).
Quarto: no il cunnilingus (sesso orale alla donna) per non esserle sottomesso.
Mi astengo dai commenti.

Però una cosa che mi piaceva dei Romani era questo: niente pensieri, discriminazioni.
Per lui er sesso era er sesso, quindi in camera da letto non era importante con chi. Uomo donna cavalli mucche, perché bastava er godimento, no?
Bisognava farlo bene, soprattutto se si volevano figli sani.
E per avere dei maschi, avendo notato che il testicolo destro è leggermente più alto rispetto a quello sinistro (si imparano sempre cose nuove), si legavano durante il rapporto il testicolo sinistro con un cordino, poiché si credeva che i maschi nascessero dal destro.

 

http://www.famedisud.it/wp-content/gallery/pompei-ed-ercolano-a-luci-rosse/erotica_pompei_sud_3.jpg
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Poi, altro punto.
Non G.

I ragazzi non dovevano arrivare vergini al matrimonio. Per cui dovevano esercitarsi con una serva di casa, o con una prostituta, spesso la stessa che frequentava il padre. Lui stesso accompagnava, tutto felice, il figlio a studiare.
Le ragazze ovviamente like a virgin sempre.
E niente tradimenti, se non qualche concessione nelle vacanze fuori Roma.
E lì, lì beh, si sfogavano.
Roba che partivano come Penelope e ti tornavano come Elena.
Na’ tro..
na’ trovata pazzesca ‘ste vacanze, no?

Il matrimonio era visto come un obbligo (come oggi insomma).
Ho letto però di un curioso rito che si verificava nel caso del matrimonio avvenuto e riuscito, durante la prima notte di nozze.
I due sposi si dirigevano verso la camera da letto.
E la sposa rivolgeva una preghiera a una statua di Priapo, il dio del sesso e della fertilità, dotato (devo smetterla) di un enorme fallo sproporzionato sempre in erezione (Priapo-Rocco: 1 a 0).
Alcune spose toccavano appena il fallo, altre lo sfioravano, altre ci si sedevano direttamente sopra.
Più che una statua era un dildo simpatico.

 

http://www.dagospia.com/img/foto/05-2016/il-priapo-di-terracotta-797188.jpg
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E in effetti Roma strabordava di dildetti e cazzate (…).
Il fallo era considerato portatore di vita e allontanava le cattiverie della gente. Di frequente erano rappresentati eretti sulle pareti delle vie, o all’ingresso delle case andavano invece a costituire simpaticissimi campanellini (non so se si dovesse schiacciare o tirare). Si poteva trovare anche spesso in vicinanza di un panificio, poiché si pensava che favorisse l’ere.. Cioè la lievitazione del pane.

Per quanto riguarda le posizioni, ne conoscevano almeno 90.
Secondo Ovidio esse dovevano essere scelte dalle donne in base ai propri difetti: il missionario se la donna è di bell’aspetto, in modo che possa guardare in faccia l’amante. Sopra e con la schiena rivolta se ha la pancia. E poi Ovidio adorava il cucchiaio.
Non quello di Pellè.

Le donne fingevano a letto?
Dopo tutto questo tempo?
Sempre.

Come esistevano i dildi, sex toys, sesso di gruppo e i porno.
Cioè gli affreschi.
Un porno artistico.

 

resizer

 

E dunque, tirando le somme o i campanelli romani, come preferite, sì, ai Romani il sesso piaceva.
Quindi, quando credete che una persona sia morigerata e frigida, non fatevi ingannare: o è repressa e non soddisfatta sessualmente, quindi aspetta solo di essere sbattuta guardando 50 sfumature di grigio e sobbalzando a ogni “io scopo forte”, o è Romano inside: le peggio porcate senza necessariamente frequentare le falloforie.

 

Leggi anche : 50 sfumature di greci

 

Arianna Mariolini

 

Arianna Mariolini

Mi chiamo Arianna Mariolini (Ary). Sono nata il 6 gennaio 1998 a Clusone, in provicia di Bergamo, ma attualmente risiedo a Pisogne, un bellissimo borgo bresciano. Dal settembre del 2012 frequento il Liceo classico Decio Celeri di Lovere. Le mie principali passioni sono la letteratura e la musica...

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